Interpretazione

   

 

 


La glifografia è stata l'oggetto di studio di molti esperti che, negli ultimi cento anni hanno dato una loro interpretazione, a volte puramente fantasiosa altre volte invece basata su studi forse troppo scientifici, resta comunque il fatto che, nonostante gli svariati tentativi, non si è ancora giunti a una decifrazione completa. É proprio per la complicata natura dei glifi stessi. Uno stesso glifo può infatti avere un valore fonetico, un valore ideografico o può rappresentare entrambi, va inoltre considerato come lo stesso simbolo sia composto a volte da diversi elementi, un segno principale e altri segni minori variabili.

I glifi che furono interpretati per primi riguardavano date e calcoli, mentre rimasero per lungo tempo oscuri, e in parte lo rimangono ancora, quelli relativi al rituale e agli eventi storici.

La chiave d’interpretazione della scrittura maya fu scoperta negli anni ’50 da Yuri Knorozov, un giovane epigrafista sovietico, che utilizzando le tecniche informatiche eseguiva analisi posizionali partendo dall’ipotesi che la scrittura maya rappresentasse un sistema logografico misto:combinava quindi ideogrammi, simboli fonetici e radicali, disponendo di un sillabario abbastanza completo così come per le scritture sumera, egiziana, ittita e cinese.

Negli anni 60 molti ricercatori occidentali quali Coe, Proskouriakoff, Soustelle cominciarono ad applicare con successo i metodi di Knorozov, nonostante un famoso studioso della civiltà maya, J. Eric S. Thompson, continuasse a negare la validità di queste ricerche e a ignorare le conquiste raggiunte, anche grazie al calcolatore, da uno sconosciuto sovietico appassionato di lingue morte.
Oggi si considera decifrato un buon 80 % dei testi maya scoperti.

Anche in questo caso il contributo all’archeologia di un Knorozov, un non professionista dotato di talento è stato più che mai determinante nella decifrazione di antichi segni. Non erano certo archeologi professionisti altri uomini di talento a cui siamo oggi riconoscenti: Jean-François Champoillon, il diciannovenne che utilizzò la Stele di Rosetta per decifrare i geroglifici egiziani; George Grotefend, l’insegnante che affrontò la scrittura cuneiforme babilonese; Michael Ventris, il giovane architetto inglese che rivelò il greco primitivo della lineare cretese; e ancora Diego de Landa, il frate che per primo ci mise sulle tracce dei glifi maya; Pío Pérez, il funzionario amministrativo che scoprì il sistema numerico maya  e J.T.Goodman, il giornalista che rivelò il segreto del calendario maya.

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