|
| |
I caratteri dei geroglifici rappresentano oggetti
riconoscibili. Il termine geroglifico viene avvicinato al sistema di scrittura
dellantica lingua egizia, ma non solo, perché tale parola fu usata, in seguito, per
descrivere anche i sistemi di scrittura pittorica elaborata dagli Ittiti, dalla civiltà
minoica e dai Maya.
Le iscrizioni egizie sono composte da due tipi fondamentali di segni:
ideogrammi e fonogrammi. Il primo indica loggetto rappresentato o qualcosa di
direttamente associabile; il secondo rappresenta i suoni, e sono usati per il lavoro
fonetico.
La maggior parte delle parole era scritta con una combinazione di segni fonetici e
ideografici; ad esempio, la rappresentazione della pianta di una casa significava
"casa", ma lo stesso segno seguito da un complemento fonetico e dalla
raffigurazione di un paio di gambe nellatto di camminare era usato indicare il verbo
omofono che significava "uscire".
Di solito le iscrizioni geroglifiche possono avere andamento sia orizzontale sia
verticale e si leggono da destra a sinistra. Nelle frasi sono stati trovati nomi, verbi,
preposizioni e altre parti del discorso disposte secondo rigide regole di ordine delle
parole.
Il sistema geroglifico si sviluppò allincirca nel 3000 a.C. e si usò presso gli
Egizi fino allepoca romana; la forma e il numero di segni rimasero invariati fino al
periodo greco-romano.
Nei testi religiosi si usava la scrittura ieratica, scrittura corsiva, stendendo
linchiostro con pennelli sul papiro. Nelluso quotidiano si adoperava la
scrittura demotica, la cui stesura richiedeva accuratezza, impegnando il doppio del tempo;
era usata per le iscrizioni incise sui monumenti.

|