Sacrifici oggi

   

 

 


I sacrifici non venivano praticati solo in passato: tutt’oggi, infatti alcune religioni sacrificano ancora gli animali.

In Nepal, per esempio, nelle cerimonie di culto più elaborate, vengono di norma sacrificati animali: polli, piccioni, capre, persino bufali possono essere decapitati o sgozzati. Mentre avviene il sacrificio, il loro sangue viene usato per consacrare l’immagine di quella divinità che si sta venerando, o per consacrare un oggetto che i fedeli chiedono alla divinità di benedire o proteggere. Talvolta il sangue dell’ animale sacrificato viene usato per benedire i fedeli. Quando l’animale è stato sacrificato, una parte, solitamente la testa, viene offerta alla divinità e il resto rimane al sacrificatore. Prima del sacrificio, il sacrificatore si rivolge all’animale e attende che annuisca col capo in segno di acquiescenza. Se il cenno tarda a venire, si spruzza acqua addosso all’animale così che annuisca e, se neanche questo funziona, il sacrificio può essere rimandato da cinque a dieci minuti e un gruppo segue l’animale in attesa del suo cenno di assenso.

In molte altre religioni i sacrifici non vengono più eseguiti, ma sono stati sostituiti da offerte; ne è un esempio il cristianesimo. In questa religione infatti i sacrifici di animali e uomini non vengono accettati da Dio ma vengono donate, durante il rito della messa, offerte all’altare, come il pane e il vino che vengono consacrati e in seguito offerti ai presenti.

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