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Per propiziarsi le divinità, i Maya ricorrevano ai sacrifici.
Oltre all'offerta di cereali, incenso e animali che venivano arsi dinanzi agli dei, i Maya
praticavano su se stessi l'estrazione rituale del sangue che ottenevano incidendosi le
orecchie, la lingua e il membro virile con aguzzi spilloni ricavati da spine di pesce e
dalle code della razza; il gradimento degli dei era direttamente proporzionale al rango
sociale dell'offerente, e il re doveva sottoporsi periodicamente alle dolorose trafitture.
Si ricorreva anche a sacrifici umani in cui le vittime venivano sgozzate su un apposito
altare, uccise a colpi di frecce o affogate nel pozzo sacro.
 

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