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I sacrifici, in passato, secondo alcuni reperti, venivano in genere celebrati annualmente presso diversi popoli, erano sempre eseguiti con bambini maschi e costituivano un obbligo imposto alle famiglie più ragguardevoli della città. E probabile che tutti i cittadini a pieno diritto dovessero partecipare agli olocausti; presso i Cananei, ad esempio, ognuno era obbligato ad offrire agli dei i figli primogeniti. Nel corso della storia, tuttavia, non venivano sacrificati solo bambini, ma anche animali. Presso i Romani, ad esempio, ogni anno nei giorni stabiliti dal calendario, gli dei venivano onorati con luccisione di animali domestici. I sacrifici venivano offerti da magistrati o da alti funzionari per ringraziare di un favore particolare concesso al popolo romano, o per richiederlo. Anche i privati cittadini, tuttavia, offrivano sacrifici a una divinità per fare una richiesta o per un ringraziamento. Precedeva il sacrificio una processione dei fedeli e delle vittime che indossavano vesti speciali ed erano ornate da ghirlande e nastri. Quando la processione arrivava allaltare davanti al tempio, dove avveniva il sacrificio, i sacerdoti si lavavano le mani per ottenere la purificazione. Il rito era accompagnato da un suonatore di flauto.
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