Sacerdoti

   

 

 


Presso i Maya le numerosissime cariche religiose formavano un’assai complicata gerarchia a capo della quale era l’Ahau Can Mai che risiedeva a Mayapán e che era incaricato di esaminare i candidati al sacerdozio e di destinarli alle varie località. Egli era assistito da un consiglio formato da 12 sacerdoti di grado elevato ed era rappresentato in ogni provincia dall’Ahkulel. Esistevano anche alcune sacerdotesse, ma le funzioni del culto erano per lo più riservate ai soli uomini.
I sacerdoti offrivano sacrifici agli dei rispondendo in nome degli stessi ai fedeli, i cui quesiti riguardavano piogge, venti ed evocazioni di morti.
Per tutta la vita i Maya modificavano l’aspetto del corpo attraverso pratiche che richiedevano costanza, coraggio e resistenza al dolore. Carattere meno permanente, ma altrettanto cruento, avevano le ferite che i Maya si procuravano per gli autosacrifici rituali trafiggendosi la lingua o le dita per offrire il proprio sangue come nutrimento agli dei.

I sacerdoti, dopo i sacrifici umani e animali, si rivestivano con la pelle delle vittime le cui carni venivano divise tra il clero e i notabili per essere mangiate.I sacerdoti potevano avere anche la funzione di confessori.
Il sacerdote si differenzia dallo sciamano in quanto il suo potere deriva già da istituzioni, ma non ha una base empirica: in esso infatti non si manifesta una facoltà innata o acquisita.

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