Politeismo in altri popoli

   

 

 


Oltre ai Maya, anche molti altri popoli antichi svituppatisi nel bacino del Mediterraneo, prima di Cristo e dopo Cristo,   praticavano una religione politeista.

I GRECI

La religione greca si può riassumere nel culto delle 12 divinità olimpiche, il cui re era Zeus.
Ogni divinità aveva diversi attributi: Apollo era il dio della luce e della musica, Artemide sorella di Apollo era la dea della caccia e dei boschi, Atena la dea della sapienza e della guerra, Era sorella e moglie di Zeus era la protettrice dell’unione familiare, Afrodite la dea dell’amore.
I Greci non avevano nessun termine per descrivere la religione, era tuttavia molto diffusa e aveva un ruolo importante in quasi ogni attività della polis, la città-stato.

I ROMANI

Come i Greci non avevano un termine per descrivere la religione. L’equivalente più prossimo era cultus deorum, culto degli dei.
Il centro della religione romana erano gli atti di culto, i riti, le festività e i sacrifici.
I romani si sostiene che avessero copiato in gran parte il Pantheon greco, infatti alcune divinità romane corrispondevano ad alcune divinità greche ad esempio, Giove corrispondeva al greco Zeus, Marte era identificato in Ares il dio greco della guerra, Diana corrispondeva ad Artemide la dea greca della caccia e dei boschi.

GLI EGIZI

Avevano una religione che si basava su credenze e pratiche che mutavano ogniqualvolta richiedevano le circostanze.
Gli Egizi adoravano molteplici divinità la maggior parte delle quali assumevano sembianze di animali o forma umana con la testa di animale; ad esempio, Toth era il dio-scimmia, Budasti era la dea-gatta, Anubi era il dio-sciacallo.

INDIA

L’induismo è considerato la più antica religione politeista, viene anche definito "museo delle religioni", perché è l’unica religione composta da elementi di correnti diverse.

Questa religione non possiede un vero e proprio libro sacro, ma una raccolta di quattro volumi scritti chiamati i Veda; sono inni trascritti per la prima volta 3000 anni fa. Essi parlano della filosofia indù e, in particolare, di come ottenere la conoscenza di Dio, "la conoscenza che distrugge i vincoli dell’ignoranza e conduce alla suprema meta della libertà".
Questi libri offrono la possibilità di conoscere più a fondo le credenze indù.

L’induismo possiede una miriade di divinità maschili e femminili, alcune di queste divinità possiedono saggezza e misericordia, invece altre manifestano delle vere e proprie emozioni umane come la rabbia, l’invidia, la gelosia e l’ingordigia, inoltre litigano si ubriacano proprio come gli esseri umani.

Le divinità più importanti, che compongono" la trinità indù", sono: Brahma (colui che crea), Vishnu (colui che conserva) e Shiva (colui che distrugge).

Brahma è la divinità suprema, ma è raramente oggetto di attiva venerazione.

Vishnu è colui che protegge e conserva, infatti si sostiene che più di una volta sia sceso sulla terra per salvare l’umanità. Secondo le credenze, Vishnu viaggia sul dorso di Garuda, che è mezzo uomo mezzo aquila.

Shiva è la divinità più amata e più venerata. Egli, secondo la "trinità indù", è colui che distrugge, quando diventa Bhairab e festeggia la distruzione, ma è anche colui che crea, quando diventa il signore delle danze e gioisce del suo potere creativo.

Shiva è rappresentato avvolto in pelli di leopardo e con il tridente in mano; invece l’oggetto di culto di Shiva è "il Lingam", che è un pilastro di pietra scolpita o formatosi naturalmente. I fedeli , per rendere omaggio alla divinità, offrono frutta e dolci.

Alcuni esempi di altre divinità, non meno importanti sono: Genesh, figlio di Shiva, è definito il dio di tutti, Saraswati, moglie di Brahma, è la dea della Saggezza, Luxmi, moglie di Vishnu, è la dea della ricchezza, della bellezza e dell’amore e Idra è il dio dei cieli e anche dio della pioggia.

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