Aztechi

   

 

 

Gli Aztechi furono l’ultima popolazione a stanziarsi nell’altopiano del Messico: solo nel 1256, infatti, fu consentito loro l’insediamento in questa zona dopo un lungo migrare. Grazie alla fama di guerrieri che da sempre li contraddistingueva e all’abilità in campo bellico acquisita nel corso degli anni di nomadismo, gli Aztechi conquistarono in poco tempo molte popolazioni locali tra cui quella dei Toltechi, ponendo poi come capitale la città di Tenochtitlan. La loro forza non era però basata solamente sulla capacità di sottomissione, ma anche sul commercio che rivestiva un ruolo di particolare importanza per questo popolo.

La loro economia era anche caratterizzata da una propensione all’agricoltura che prevedeva una ridistribuzione di terre da parte della comunità a favore delle famiglie. I prodotti maggiormente coltivati erano ovviamente il mais, ma anche le patate, i fagioli, i pomodori e il cacao. Una buona parte del raccolto veniva donata da ogni famiglia come tributo al re che rappresentava il vertice dell’organizzazione politica dell’impero azteco.

Un altro aspetto che caratterizzava gli aztechi era quello della religione. Il culto presso questa popolazione era molto complesso: presieduto da due grandi sacerdoti chiamati "I serpenti piumati", prevedeva l’adorazione di divinità contrastanti  che rappresentavano il bene e il male, la luce e le tenebre, la vita e la morte. Inoltre a divinità come quelle del sole e della terra venivano offerti sacrifici umani.

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