L'acqua fu essenziale, nel corso della storia, per lo sviluppo di civiltà
fluviali e di grandi imperi come pure di civiltà mediterranee che vivevano grazie alla
presenza del mare. Ancora oggi, come nel passato esistono popoli che venerano le acque
creando un saldo legame tra natura e religione.
Presso i Maya la presenza di acqua fu pure determinante,soprattutto nella
scelta di luoghi in cui sarebbero sorte città-stato e centri cerimoniali. Questi ultimi
erano luoghi di culto aperti, senza alcuna fortificazione. Solo verso la tarda epoca
Maya-tolteca le città furono cinte da mura;la scelta per la nascita di un centro teneva
conto, oltre che di unarea edilizia adatta a una comunità numerosa e ad un adeguato
rifornimento alimentare, anche della sicurezza di un regolare approvvigionamento idrico.
Copán, ad esempio, il centro più a sud-ovest
della zona pre - montuosa, è situata a 620 metri sul livello del mare e proprio vicino
allampio fondovalle del Rio Motagua. Un altro centro cerimoniale,Yaxchilán, sorge
su un terreno spianato artificialmente, in un'ansa del Rio Usumacinta; gli 86 edifici si
ergono sulla riva scoscesa del fiume, le loro facciate danno però le spalle al fiume,
nonostante limportanza che esso aveva per gli abitanti come grande arteria
commerciale. Un eventuale controllo del traffico fluviale era evidentemente un'idea
estranea ai Maya.
Comunque la buona possibilità di approvvigionamento idrico, i fertili terreni alluvionali
e la favorevole posizione commerciale offrivano privilegiate condizioni di sviluppo agli
insediamenti sulle rive del fiume.
Così era anche più facile intraprendere lavanzata colonizzatrice nei
vicini territori selvosi piuttosto che procedere al disboscamento in zone lontane dalle
vie di comunicazione.
Alcuni centri sono sorti vicino a laghi, tuttavia i Maya dell'epoca classica hanno evitato
di insediarsi vicino ad aperte distese d'acqua. Essi davano probabilmente la preferenza
alle basse rive di depressioni paludose presso le quali impiantarono colture intensive che
era impossibile avere ai margini dei laghi. Se necessario, i centri cerimoniali venivano
dotati di una rete di canali che convogliavano le acque dai corsi dei fiumi.
L'acqua potabile era tratta dai ruscelli dei fiumi (nella zona meridionale a foresta
pluviale) oppure dalle doline a crollo piene d'acqua (cenotes) e dalle cisterne di acqua
piovana (territorio carsico dello Yucatán). Nel territorio calcareo dello
Yucatán dove mancano corsi fluviali, i pozzi dolinici hanno determinato lo svilupparsi
dei grandi centri, come Chichén Itzá e Mayapán. In conformità allimportanza che
lacqua aveva nel territorio carsico, il Santo Cenote era la sede del dio della
pioggia e delle acque cui si tributavano sacrifici umani. La
funzione cultuale di questi luoghi sotterranei è dovuta anche alla presenza di acqua
potabile. Infine in zone dove mancava lacqua, dove non c'erano né pozzi carsici né
aperte distese d'acqua, è stata attestata lesistenza di cisterne scavate nella
roccia calcarea, in cui veniva convogliata l'acqua piovana.
