Cultura

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Le città maya, ricche di cultura e di arte, costituiscono spesso importanti centri di irradiazione culturale, con vere e proprie scuole di scrittura e di lettura, paragonabili, come nel caso di Copán, all’antica Atene che ha lasciato una notevole impronta culturale nel bacino del Mediterraneo.

Sorprendenti risultano anche le conoscenze matematiche e astronomiche dei Maya, se si tiene conto dell’estrema semplicità degli strumenti usati. Con il solo aiuto di due bastoncini incrociati e di posti fissi di osservazione,i Maya riescono a determinare la durata dell’anno solare e a costruire un fenomenale calendario.

I territori Maya offrono inoltre numerose testimonianze di piramidi e templi che rappresentano la grande espressione artistica di questo popolo. In particolare, tra le fonti materiali archeologiche, ritroviamo anche il campo del gioco della palla, gioco sacro che era molto popolare e calamitava vere folle, attratte probabilmente anche dalla sua cruenta conclusione.
Uno dei pochi codici Maya che ci sono rimasti, il guatemalteco Popol Vuh, dedica molto spazio a questo gioco e fornisce molti particolari tecnici, sebbene non un vero e proprio regolamento, che permetterebbero, volendo, di riprendere oggi a giocarvi.

Diverse testimonianze (tra le quali sculture, incisioni varie, reperti tombali) ci documentano che i Maya andavano alla ricerca del "bello" e miravano ad apparire il più possibile somiglianti agli dei e conformi ai canoni estetici decretati dalla loro cultura. Questi prescrivevano deformazioni del cranio e del resto del corpo come pure rituali di autolesionismo e autoflagello riservati però ai personaggi più importanti. I Maya si bucavano anche la pelle con orecchini e utilizzavano gioielli e ornamenti in pietre come ossidiana, basalto, serpentina e la preziosa giada.

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