Natura e religione oggi

   

 

 


Ancora oggi, presso alcuni popoli, certi aspetti della natura, come laghi, fiumi, montagne, assumono un grande rilievo religioso. Ad esempio, oggi in Nepal l’Himalaya è considerata molto importante per le religioni buddista e induista.

I seguaci di queste religioni venerano questa catena di montagne perché rappresenta il rifugio degli dei e l’incarnazione della divinità stessa.

Queste sono credenze che risalgono a migliaia di anni fa e che affondano le radici nelle leggende e nei racconti epici da cui le religioni consolidate hanno derivato molti temi. La montagna è responsabile del clima, generatrice dei fiumi e determinatrice della vita di coloro che abitano al suo fianco. E’ l’elemento che unisce la terra al cielo, è la guardiana della terra, delle genti e delle bestie che vivono nei suoi domini.

Persino oggi molte vette dell’Himalaya non sono aperte alle spedizioni alpinistiche perché ritenute luoghi sacri e inviolabili. La gente delle montagne nutre la preoccupazione che l’ira degli dei, scatenata dagli uomini, possa rovesciare sul mondo drammatiche conseguenze come malattie, valanghe, inondazioni.
I gruppi di spedizione sull’Everest, prima di partire per le ascensioni alla vetta, sono soliti offrire speciali doni e bruciare incenso di ginepro per placare gli dei.

I nepalesi vivono a stretto contatto con le loro divinità. E’ per questo che il Nepal è uno dei paesi più singolari, una meraviglia della geografia e un enigma etnico.

Anche i fiumi sono considerati sacri: infatti le ceneri dei corpi cremati vengono sparse nei corsi d’acqua che le conducono al sacro Gange. In particolare, la confluenza di due fiumi è venerata come luogo sacro per il bagno rituale. Ma, nonostante questa adorazione per l’acqua, sinonimo di vita, i nepalesi temono il fiume: neppure nelle giornate torride di azzardano a bagnarsi.

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