Matematica nella storia

   

 

 


MESOPOTAMIA

La civiltà fiorita nella Mesopotamia viene spesso indicata come civiltà babilonese, sebbene tale designazione non sia rigorosamente corretta. La città di Babilonia non fu fin dall’inizio il centro della cultura legata ai fiumi, ma per convenzione si suole usare informalmente il termine "babilonese" per indicare la regione mesopotamica durante tutto il periodo che va dal 2000 circa al 600 a.C..La matematica "babilonese", tuttavia, continuò durante il periodo seleucico in Siria fino all’inizio dell’Era cristiana. La numerazione cuneiforme babilonese seguiva lo stesso procedimento della numerazione geroglifica egiziana - basato sulla ripetizione dei simboli indicanti le unità e le decine - per esprimere numeri interi piccoli; al di là del numero 59, però, il sistema egiziano e babilonese presentavano notevoli differenze. In poche parole, gli antichi Babilonesi videro che i loro simboli potevano avere valore doppio, triplo, quadruplo, e così via, semplicemente attribuendo a essi valori che dipendevano dalla loro posizione relativa nella rappresentazione di un numero.

GRECIA

Oggi si usa l’espressione convenzionale "matematica greca" per indicare un insieme di dottrine omogenee e ben definite. Tale espressione dà, però, un’immagine molto distorta, perché in essa è implicita l’idea che la geometria sofisticata del tipo di quella di Archimede e di Apollonio fosse l’unico genere di geometria noto agli Elleni. Va ricordato che la matematica del mondo greco coprì un intervallo di tempo che si estende, come minimo, dal 600 A.c. al 600 D.c., e si diffuse in regioni che vanno dalla Ionia alle estreme parti dell’Italia meridionale, ad Atene, ad Alessandria e ad altre zone del mondo civilizzato. L’intervallo di tempo e la distanza nello spazio, da soli, comportarono cambiamenti nel grado di profondità e di estensione dell’attività matematica. Come il livello della matematica egiziana primitiva era stato inferiore a quello della matematica babilonese dello stesso periodo, così la matematica dei romani era a un livello inferiore rispetto a quello della matematica greca degli stessi anni.

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