Sciamano dell'Himalaya

   

 

 


Anche nella cultura himalayana, come del resto in molte civiltà del mondo, è presente la figura del guaritore, dello sciamano. Influenzata prevalentemente dalla cultura tibeto-indiana, questa tradizione sull’ Himalaya ha assunto diverse forme a seconda delle etnie.

Lo sciamano è un uomo, o molto più raramente una donna, che agisce quale medium tra il mondo terreno e il mondo sovrannaturale abitato da fantasmi, demoni, streghe, antenati e il cui compito è quello di ripristinare le corrette relazioni tra i due universi allorché si alterano o degradano.
Poiché gli squilibri più frequenti sono rappresentati dalle malattie, lo sciamano è in primo luogo un guaritore.

Lo sciamano invoca una o più divinità o gli spiriti affinché parlino attraverso di lui e, nel momento in cui questi si impossessano del suo corpo, egli è scosso da tremiti e convulsioni violente che lo costringono a una sorta di danza selvaggia.
Le capacità dell’uomo raggiungono livelli sorprendenti per cui può capitare di vedere uno sciamano che lecca un pezzo di ferro incandescente oppure che annoda due spade.

Un altro modo per raggiungere il contatto con il mondo ultraterreno è l’estasi .
Coperto di un lungo abito e con un’acconciatura di piume, protetto da scudi e campanelli, ferraglia e conchiglie, e armato di un tamburello lo sciamano contratta le condizioni della guarigione del paziente e si batte se i tentativi pacifici falliscono.
Il guaritore accompagna l’esibizione con la recitazione di una leggenda. La storia, generalmente raccontata al suono dei tamburi, inizia dalle origini del mondo e continua con il racconto dei vari problemi e della loro risoluzione da parte del popolo di appartenenza dello sciamano.

Attraverso il rituale e l’enfasi drammatica egli stabilisce i nessi tra mito e mondo moderno per fondere mondo terreno e sovrannaturale e curare la malattia.
Solitamente i riti sacrificali con animali costituiscono i preliminari delle sessioni sciamaniche.
Essendo la regione himalayana ricca di piante ed erbe medicinali, per lo più selvagge, gli sciamani di montagna possiedono una vasta competenza in farmacia, una delle tante discipline di quella conoscenza complessiva della natura.

Tra le numerose tecniche che uno sciamano deve apprendere c’è anche la divinazione, diagnosi magica che serve a determinare la causa di un problema. Tra i vari metodi si possono citare l’esame dei tuorli d’uovo o delle viscere degli animali, i movimenti del grano su una superficie tesa, in genere di pelle, il numero dei grani di un rosario, o ancora l’analisi delle ossa, che si attua gettando la scapola di una pecora nel fuoco e osservando poi le crepe che ne derivano e infine, tra i Rai del Nepal orientale, il modo in cui cadono le fette di zenzero selvatico su un pezzo di stoffa dell'abito del paziente.

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