Il dio Giaguaro oggi

   

 

 


La foresta è del dio giaguaro, un dio che ha in sè la grandezza del sole, la voce del tuono e la potenza della morte. Un dio che in Messico ha scelto proprio il Chiapas come residenza ideale: da 400 a 700 esemplari, cioè quasi metà della popolazione dei giaguari del Centroamerica, vivono qui.


Dio giaguaro. Oggi che il Messico ha paure d’altro tipo, pochi ormai ne avvertono il brivido, come capitava migliaia di anni fa agli Olmechi e poi ai Maya; solo chi conosce a fondo la selva e ha un legame antico con le forze della natura lo nomina ancora chinando il capo, con un misto di timore e rispetto.

Il dio giaguaro c’è ancora nel Centro e Sud America, ma è in pericolo. Chiamandolo col il suo vero nome indio, yaguara (colui che uccide la preda con un balzo), il mondo scientifico lancia l’allarme.
Negli anni 60 giaguaro voleva dire pelliccia; nel 1945, 1.113 pellicce di giaguaro furono esportate dalla sola cittadina di Iquitos, considerando che in quella zona viveva un giaguaro ogni 30 km quadrati circa, in un anno a Iquitos era stata fatta sparire una popolazione potenzialmente distribuita su 33.000 chilometri quadrati.
Alla fine degli anni 70 il commercio delle pellicce era già in netto declino, ma oggi i problemi non sono finiti.Gli allevatori e i tagliatori di legna sfruttano la foresta ; inoltre le prede tipiche del felide, già rarefatte dalla distruzione dell’habitat, fanno gola anche ai cacciatori. Ma la concorrenza è sleale; quando casualmente si incontrano, infatti, solo uno dei due ha in mano un fucile.

Il giaguaro è un animale con caratteristiche diverse a seconda del luogo e delle condizioni in cui vive; in Brasile, per esempio, caccia soprattutto di giorno ed è particolarmente grosso: i maschi arrivano a pesare quasi 100 kg , le femmine un 20% in meno. In America centrale, invece, il felide vive di prede notturne e una femmina adulta non pesa più di un cane lupo.
Le prede del giaguaro sono soltanto per il 20% mammiferi, il resto spazia dagli uccelli ai pesci, dagli insetti alle lucertole, dai caimani alle tartarughe. Il giaguaro è l’unico che si può permettere di usare il sistema mandibole-canini come un micidiale schiaccianoci.
Il malcapitato viene immobilizzato e la testa spaccata con un solo terribile morso.
A differenza della maggior parte dei felidi che invece non la possono vedere, il giaguaro adora l’acqua. Ci nuota, ci sta a mollo durante le ore più calde della giornata. Mai nessuno troverà un giaguaro in una zona che non sia attraversata da almeno un fiume.

 

RITORNA ALLA HOME PAGE     RITORNA AL MENÙ            BIBLIOGRAFIA