Giada

   

 

 


La giada è per eccellenza il materiale prezioso della civiltà maya. I blocchi grezzi della durissima pietra dal colore verde venivano lavorati senza strumenti metallici o diamanti: gli artisti maya impiegavano la sabbia, il filo e oggetti litici, con tempi di lavorazione elevati per levigarli, tagliarli, perforarli per poterli trasformare in pettorali, orecchini, perle da collana, pendenti e figurine. Anche per questo, gli ornamenti personali e le statuette di giada erano costosissimi, tanto da avere un carattere quasi sacro e definire il rango sociale di un individuo. Per lo stesso motivo, la giada costituiva uno dei doni più preziosi e propiziatori che si potessero offrire agli dei: con una certa assiduità, statuette di giada venivano per questo collocate in depositi rituali al di sotto di templi ed altri edifici: particolarmente prezioso è il ripostiglio di offerte trovato a Copàn alla base della scalinata dei geroglifici, risalente forse al 756 A.c.

PETTORALI IN GIADA

Risalenti al V-VII secolo d.C., gli ornamenti pettorali da cerimonia in giada e giadeite sono tra i più preziosi reperti della valle di Comayagua. In Honduras non esistono giacimenti di giada: la pietra verde è dunque sempre di importazione, in blocchi grezzi, per essere poi lavorati secondo le tipiche lavorazioni locali. La forma più frequente è larga e appiattita, con leggere incisioni circolari, appesi sul petto con nastri fatti passare attraverso i forellini in alto. Fa eccezione il pettorale scolpito con un profilo di un uomo gobbo: questa alterazione era considerata dai Maya un segno della benevolenza divina.

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