Decifrazione

   

 

 


Il processo di traduzione o di conoscenza delle lingua diffusa in Mesopotamia è abbastanza recente rispetto all’ antichità della scrittura cuneiforme, che si è cominciata a studiare a partire da circa 150 anni fa.Una delle cause di questa fase di stallo della conoscenza di questa scrittura ha origini molto antiche: attorno a 600 anni dopo che Dario aveva fatto incidere sulla superficie rupestre di Behistun le sue conquiste e le sue imprese storiche, le tre scritture usate non erano più utilizzate.

C’è anche il problema della materia prima di base: infatti in Egitto era la pietra di conseguenza, anche dopo che fu dimenticata la scrittura egiziana, erano presenti testimonianze molto forti e non distrutte dalla lenta operazione di rovina da parte del fattore tempo cosa che non si può dire per la scrittura diffusa in Mesopotamia: infatti il materiale primario era costituito dall’argilla e dallo stilo di canna.
La scrittura cuneiforme non è fisicamente riconoscibile: non si era certi del fatto che fosse una scrittura a forma di cuneo o una forma ornamentale.
Non fu facile tradurla anche perché non la si poteva mettere in relazione con forme di scrittura conosciute all’ epoca.

Uno dei più famosi traduttori è Henry Rawlinson: fu il traduttore delle iscrizioni di Dario sulla pietra di Behistun. L’iscrizione è formata da dieci colonne di testo cuneiforme scritto in antico persiano, elamita e babilonese, e collocata a 150 metri di altezza, sulla superficie di roccia.
La traduzione fu molto difficile per la collocazione delle scritte, infatti artigiani persiani dovevano aver usato una piattaforma dato che solo uno scalatore esperto e con grande coraggio avrebbe potuto sperare di raggiungere l’iscrizione.
Un altro grande studioso fu Joseph Hager che pubblicò un libro sulle iscrizioni babilonesi, in cui fece delle osservazioni corrette: la prima era che i segni a forma di "capocchia di chiodo" erano dei caratteri reali e non segni ornamentali, la seconda era che questi caratteri erano stati usati non solo in Persia ma anche in Babilonia la cui civiltà era anteriore a quella persiana , la terza era che essi venivano letti orizzontalmente da sinistra verso destra.

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