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Le prime strade commerciali sono servite per trasportare articoli rinvenuti nelle tombe maya: aculei di razza provenienti dai Caraibi, usati per sacrifici umani; ossidiana acquistata nella zona dei vulcani che guardano verso il Pacifico; giada, piume del quetzal o trogone splendido, copale (una specie di incenso) che giungevano dagli altipiani. Dalle pianure provenivano invece il sale, il pesce essiccato, la carne di daino affumicata, il cotone, il cacao, la cera, il miele e i materiali da costruzione. Il commercio di prodotti portava con sé nuove idee, nuovi modelli e influenze. Cristoforo Colombo fu il primo ad avere una testimonianza del commercio maya quando nel suo quarto ed ultimo viaggio, nel 1502, le sue caravelle incrociarono sulle coste di unisola, situata a venti miglia dallHonduras, una lunga canoa mercantile maya che trasportava ossidiana, tessuti colorati, rasoi, accette di rame destinate allo scambio con piume di pappagallo verde e con cristallo. Lattività commerciale era nelle mani di commercianti di professione chiamati ppolm, che occupavano una importante posizione sociale e avevano un proprio dio, Ek Chuuah. I commercianti non dovevano pagare imposte e godevano di speciali privilegi sociali; accordavano ampi crediti, contrattavano oralmente senza il ricorso a documenti scritti. Alcune tribù maya avevano il monopolio del sale, prodotto "di lusso" molto importante non solo nella storia dei Maya , ma anche in quella di molti altri popoli. Nel grande emporio di Xicalanco, nel Tabasco, affluivano via mare pesce, tartarughe, grosse conchiglie usate come trombe e per la produzione di calce (le conchiglie divennero anche simbolo dello zero nella matematica dei Maya); Xicalanco esportava mais e mantelli di cotone. Altri importanti prodotti di scambio erano il cacao, le cocciniglie per tingere, i semi di vaniglia per rendere più saporita la cioccolata, il legno e la selce, che veniva usata al posto del metallo. Si faceva un gran traffico anche di schiavi: uno schiavo costava mediamente cento semi di cacao e i commercianti li acquistavano a centinaia a Xicalanco legandoli tutti insieme per il collo a lunghi pali. Gli schiavi venivano usati per lavori manuali pesanti: rematori, pescatori, portatori di carichi se maschi; le donne tingevano le stoffe, macinavano granoturco e procuravano lacqua. Generalmente non venivano maltrattati, ma nei periodi di crisi erano i primi ad essere gettati nei cenotes per propiziarsi gli dei con i sacrifici. I semi di cacao facevano le veci del denaro: dieci semi per un coniglio, quattro per una zucca, otto per una prostituta, cento per uno schiavo...Le perline di conchiglia spondylus e di giada erano unità di scambio secondarie rispetto ai semi di cacao che costituivano una moneta ideale: linflazione era controllata automaticamente perché, se il valore del cacao scendeva a causa della sovrapproduzione, veniva tolta dalla circolazione una quantità maggiore di semi destinandola alla produzione di cioccolato di cui cera una continua richiesta in tutta lAmerica Centrale.
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