Città-stato

Fenici Cretesi Micenei Ebrei Etruschi   

 

 

La città-stato maya non facevano parte di un unico stato unificato. Poichè la democrazia era completamente sconosciuta presso i Maya, sarebbe più corretto confrontare gli stati maya con quelli dei Sumeri, in Mesopotamia, costituitisi come città indipendenti lungo il corso del Tigri e dell’Eufrate, in posizione favorevole all’agricoltura e ai commerci.
Fu questo il caso di Ur, Uruk, Lagash, Eridu, Erech, Nippur: ogni città aveva un proprio capo chiamato En, Ensi o Lugal, che era anche sacerdote e rappresentante del vero sovrano: il dio protettore della città.

Le città-stato greche, e in particolare Atene, sono confrontabili alle città maya, e in particolare a Copán,  soprattutto per la struttura urbana, per la presenza di un’acropoli e per l’influsso culturale esercitato sul territorio circostante.

Città indipendenti o, comunque, mancanza di un potere centralizzato, caratterizzarono pure lo sviluppo di diverse civiltà mediterranee definite "marginali" o "periferiche" rispetto ai grandi imperi della Mezzaluna fertile: Fenici, Cretesi, Ebrei, Micenei ed Etruschi.

Tra le città-stato maya più famose furono: Tikal (416 d. C.), la più grande, famosa per i numerosi monumenti, Copán (460 d.C.), la più meridionale e la seconda per grandezza, Palenque (642 d.C.) a nord di Copán e legata a questa da relazioni commerciali, Uaxactun (328 d. C.), la più antica, nella bassa e umida giungla di El Péten, Piedras Negras (534 d. C.), sulla riva meridionale del fiume Usumacinta, Uxmal (900 d.C.), su colline, nel Puuc dello Yucatan, Chichén Itzá, fondata tre volte (432,964 e 1185 d.C.), la più grande città maya verso la costa e Tulu (564 d.C.), munita di mura, situata sulla costa aperta del Mar dei Caraibi.

 RITORNA ALLA HOME PAGE     RITORNA AL MENÙ            BIBLIOGRAFIA