I Maya abitavano tanto a sud quanto a nord un bassopiano tropicale
coperto da una foresta ad alto fusto di carattere eterogeneo da loro sfruttata in tutto il
suo complesso: utilizzavano legna e frutti, estraevano gomma e resina, raccoglievano miele
e piante medicinali, ricavavano da palme e alberi del kapok rafia e fibre, spremevano olio
delle noci di cocco, cacciavano animali per avere unalimentazione più variata, per
procurarsi pelli e piume e per disporre di vittime da sacrificare agli dei. Nelle zone
dove disboscavano la foresta per ottenere terra coltivabile, risparmiavano gli alberi
utili.
In tal modo hanno
mutato la composizione tipologica della foresta secondaria e consentito alle loro piante
"sacre" una diffusione maggiore di quella che esse avevano in precedenza nella
foresta vergine primaria. I Maya per sviluppare la loro civiltà avevano dovuto un tempo
aprirsi un varco nella foresta, avevano colonizzato e sfruttato il suolo lasciando
notevoli tracce nel paesaggio e apportando cambiamenti alla vegetazione originaria della
foresta pluviale.
I problemi dellambiente durante il periodo maya erano
caratterizzati dal mutamento di vegetazione imposto dalluomo e da un periodo secco
che durava dai quattro ai dieci mesi.
Nello Yucatàn centrale e settentrionale dopo il tramonto della civiltà maya la foresta
ha invaso gli antichi centri cerimoniali e i loro dintorni un tempo abitati. Solo in epoca
recente sono stati riscoperti e resi accessibili ai visitatori alcuni di questi centri
cerimoniali che erano stati invasi dalla vegetazione la quale aveva riconquistato la sua
antica area di diffusione.
Ma anche laddove essi sono stati riportati alla luce, rischiano di essere ancora sommersi
dalla vegetazione nel giro di pochi anni. Nonostante il taglio della foresta vergine sono
bastati pochi anni perché la vegetazione proliferasse di nuovo in tutto il suo rigoglio.
Uxmal, Chichén Itzá, Tikal, Copán e molti altri complessi di rovine sono stati da tempo
liberati dalla vegetazione ma continuano ancora ad esserlo, perché altrimenti verrebbero
rapidamente riconquistati dalla travolgente crescita arborea.
