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Ai bambini veniva indotto lo strabismo, segno di distinzione sociale, mediante palline sospese davanti agli occhi. I lobi delle orecchie erano perforati e deformati per inserire dischi o sostenere enormi pendenti. Per i tatuaggi si utilizzavano tavolette di legno su cui erano fissati acuminati denti di pesce. Carattere meno permanente ma altrettanto cruento avevano le ferite che i Maya si procuravano per gli autosacrifici rituali trafiggendosi la lingua o le dita per offrire il proprio sangue come nutrimento agli dei. I membri delle classi pių elevate portavano intarsi in giada, ossidiana o conchiglie negli incisivi: pratica dolorosissima, adottata su denti sani, dal momento che non si tratta di protesi o di otturazioni di carie. I sovrani si facevano rimodellare il naso con stucco o deformazioni delle narici per assomigliare a Chac, il dio della pioggia dal lungo naso; il viso del re veniva inoltre sottoposto a scarificazione, con profonde incisioni sulla cute. Per sopportare il dolore questi personaggi masticavano foglie di coca o bevevano la cioccolata, che č lequivalente ai giorni nostri della grappa.
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