Agorà

   

 

 


Come per la civiltà romana vi era il Foro, come per quella maya vi era l’acropoli con grandi piazze, anche per i Greci c'era uno spazio riservato a importanti attività dei cittadini: l’agorà.

Lo spazio pubblico dell’agorà era situato nel quartiere operaio del ceramico, così chiamato per le molte botteghe di ceramisti che vi risiedevano.

Il termine è legato alla radice del verbo agheiro che esprime il concetto di riunione e l’agorà era per eccellenza il luogo di riunione degli Ateniesi, era il punto della città più frequentato. Qui si pregava, in quanto sulla piazza si affacciavano alcuni importanti luoghi di culto; qui si discuteva animatamente dei vari problemi che affliggevano Atene; qui si trattavano affari, ma anche ci si rilassava nei momenti di tempo libero. Nell’agorà, all’inizio del V secolo, si rappresentavano le prime forme di spettacolo.

Era anche il luogo del mercato; lo spazio lasciato libero dai portici e dalle varie costruzioni era invaso dai negozi e dai laboratori, ma non si deve pensare ad opere fisse bensì a baracche costruite con pelli e graticci a capanna. Un semplice banco poteva bastare per vendere pesce e anche per gli altri alimenti. I punti di vendita nell’agorà dovevano essere in generale raggruppati a seconda delle merci offerte dai consumatori. Non mancavano neppure spazi per i piccoli artigiani che lì guadagnavano più che altrove.

I cittadini non erano i soli che godevano dei servizi offerti dall’agorà di Atene. Anche gli abitanti del sobborgo vi ricorrevano e, durante le feste e le celebrazioni particolari, anche gli stranieri in visita ad Atene. L’importanza dell’agorà come centro religioso, politico ed economico rese necessario che tale spazio fosse sempre funzionale nei diversi momenti della storia della città.

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